Rossostark lavora dove il visibile perde autorità.
La prima immagine non chiude l’opera.
Come la prima apparenza non chiude l’essere umano.
Sotto la superficie preme una parte nascosta, viva, non pacificata.
Il lavoro nasce in quella frattura.
Non la rappresenta.
La apre.
DICHIARAZIONE D'ARTISTA
Dipingo perché la superficie è un limite.
Non cerco immagini stabili.
Cerco il punto in cui l’immagine perde controllo e lascia emergere una presenza più profonda.
L’astrazione non allontana dal reale: lo attraversa.
Forma, colore, gesto, materia, luce e oscurità diventano strumenti di pressione.
Servono a incrinare l’apparenza, non a decorarla.
L’opera inizia quando la visione immediata smette di bastare.
Lì si apre il mio lavoro.
BIOGRAFIA
Rossostark è un artista la cui ricerca astratta si sviluppa attorno al limite del visibile e alla crisi della prima immagine.
Il suo lavoro attraversa la superficie per portare in presenza ciò che resta fuori dallo sguardo.
La sua pratica si colloca in una linea di ricerca avanzata: non cercare l’effetto nuovo, ma mettere in discussione la certezza del vedere.
Dentro questo percorso prende forma Plus Ultra, linguaggio in cui l’opera non si offre come immagine unica, stabile e immediata, ma come attraversamento di stati successivi di presenza.
LA RICERCA
La ricerca di Rossostark comincia quando il visibile diventa insufficiente.
La pittura non costruisce un’immagine conclusa.
La sottopone a pressione.
Materia, luce e oscurità forzano il campo dell’esperienza fino a far emergere livelli trattenuti, nascosti, ancora attivi.
Qui l’astrazione non è riduzione.
È intensità.
L’opera non si chiude nella visione.
Continua.
Da questa necessità nasce Plus Ultra: non tecnica autonoma, ma linguaggio.
Il Gesto.
La Traccia.
L’Assenza Presente.
Tre stati attraverso cui la presenza dell’opera cambia condizione senza perdere identità.
LA VISIONE UNICA
Per secoli l’opera è stata pensata come immagine da guardare.
Rossostark lavora contro questa certezza.
Una sola superficie, una sola luce, una sola condizione dello sguardo non bastano più.
Ogni lavoro diventa un campo di apparizioni successive.
La prima immagine è soltanto l’inizio.
GENEALOGIA DELLA FRATTURA
Le avanguardie del Novecento hanno aperto una frattura decisiva: la realtà non poteva più essere posseduta da un solo punto di vista.
Rossostark non riprende quella frattura come stile.
Ne continua la domanda.
Se il Cubismo ha messo in crisi il punto di vista unico nello spazio, Plus Ultra sposta quella crisi dentro il tempo percettivo dell’opera.
Non si tratta di scomporre un oggetto.
Si tratta di scomporre una presenza.
L’opera diventa un campo da attraversare, non una sola immagine da consumare.
IO SONO
IO SONO è un progetto editoriale in costruzione.
Attraversa la ricerca con testi e immagini, mantenendo aperto il processo.
Non documenta soltanto un lavoro.
Lo espone.
